Regie Sinfonie 2015—2016 | I Musici di Santa Pelagia

Dieci anni di Regie Sinfonie

La stagione di musica barocca di Torino celebra nel 2015—2016 il suo primo importante traguardo, dieci anni in compagnia di pubblico e artisti eccezionali, più di cento concerti di musica sublime, dalle pagine più celebri del XVII e XVIII secolo alle prime esecuzioni moderne di veri e propri capolavori ormai dimenticati che, grazie a Regie Sinfonie, sono tornati alla luce.

Sarebbe davvero impossibile citare uno per uno i musicisti che hanno contribuito con la loro arte alla piena riuscita di questa manifestazione: ai solisti e ai gruppi ospitati in queste dieci edizioni vada il nostro più sentito ringraziamento per la grande occasione estetica e culturale che ci hanno offerto. Ma il ringraziamento più grande va a tutti i Musici di Santa Pelagia, che con costanza, impegno e dedizione hanno prodotto in questi anni concerti di altissimo livello, nonostante le difficoltà che il contesto finanziario generale e la sensibile contrazione di risorse pubbliche hanno generato. Sono loro, i nostri musicisti, i principali artefici della riuscita della manifestazione.

La decima edizione vuole concentrarsi su quattro diversi aspetti della musica barocca europea e su tre aree geografiche, per sviluppare in profondità i programmi e gli autori eseguiti. Le tematiche comprendono il repertorio sacro italiano ancora inedito, la musica francese del XVIII secolo, il ciclo dedicato a Bach e Mozart e al concetto di teatro senza teatro. Questa visione organica della programmazione sarà ulteriormente approfondita nelle prossime due edizioni di Regie Sinfonie e garantirà una continuità di programmazione che accompagnerà il pubblico ad una scoperta consapevole ed informata della musica barocca.

Musica sacra italiana inedita

Il repertorio sacro italiano del Seicento e del primo Settecento è una miniera di composizioni molto interessanti che giacciono negli archivi e nelle biblioteche di tutta la penisola: il mercato discografico, soprattutto internazionale, richiede sempre più questo tipo di repertorio che risulta quasi inesplorato e può dare modo a giovani artisti di dimostrare appieno le loro potenzialità.

Il 12 marzo 2016 si vorrà dare spazio alla musica veneziana del primo Seicento con un concerto dei Cantica Symphonia diretti da Giuseppe Maletto: con la Messa in Illo Tempore di Claudio Monteverdi e i mottetti di Andrea Gabrieli si vorranno ricordare questi autori centrali per lo sviluppo della musica del XVII secolo. L’Ensemble Euridice, diretto da Massimo Lombardi, ripercorrerà il 7 maggio 2016 nella chiesa di Santa Pelagia, la musica di Claudio Monteverdi, attraverso opere sacre dei due tra i massimi compositori del tempo.

Musica francese del XVIII secolo

La musica francese del XVIII secolo è sicuramente tra i cardini fondamentali della storia della musica, base e ispirazione per il resto del mondo: il gusto francese caratterizza infatti numerose composizioni di autori celebri da Bach a Haendel, Telemann e Mozart e la predilezione per la musica da danza e per il clavicembalo in particolare suggerirà a numerosi compositori pagine uniche. La città di Torino e Palazzo Barolo hanno poi un legame e una predilezione per la cultura e la società francese, così connessa con quella sabauda e così radicata in tutti gli strati della popolazione.

Nel corso della stagione saranno numerosi i concerti di musica francese, ad iniziare dal concerto del 7 novembre 2015, dove I Musici di Santa Pelagia eseguiranno il De Profundis di Michel Richard De Lalande e le Meditations pour la Carême di Marc-Antoine Charpentier, tra i principali autori della corte di Luigi XIV, di cui ricorre nel 2015 il terzo centenario della morte. Il De profundis in particolare è stato eseguito durante le esequie del Re Sole ed offre uno spunto di analisi interessante della musica sacra francese del primo Settecento. Il 12 dicembre 2015 il tradizionale concerto natalizio vedrà i Musici di Santa Pelagia cimentarsi nell’oratorio In Nativitate Domini canticum e nella Messe de Minuit di Marc-Antoine Charpentier: sotto la direzione di Maurizio Fornero il nutrito gruppo vocale e strumentale eseguirà alcune tra le più celebri pagine di musica natalizia francese, accompagnando solisti specializzati in questo repertorio. L’Accademia del Ricercare infine presenterà il 23 gennaio 2016 un programma dal titolo Italiani in Francia, francesi in Italia: il gruppo torinese offrirà un ulteriore spunto di analisi sul rapporto tra stile italiano e francese, attraverso i viaggi e le composizioni dei più celebri compositori dei due paesi.

Ciclo Bach + Mozart

Ciclo Bach + Mozart

Il percorso che vuole analizzare le maggiori composizioni scritte per un particolare organico strumentale si articolerà in un ciclo triennale di concerti intitolato Bach + Mozart, tutti interpretati dalla spalla dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino Roberto Ranfaldi, accompagnato al clavicembalo dal direttore dei Musici di Santa Pelagia Maurizio Fornero: il duo, che ha al proprio attivo numerosi concerti in formazione cameristica e in orchestra, proporrà l’integrale delle sonate per violino e clavicembalo e alle partite per violino solo di Johann Sebastian Bach (sei sonate e sei partite) e l’integrale delle 16 sonate per violino e pianoforte di Wolfgang Amadeus Mozart. Anche in questo caso il pubblico avrà così la visione d’insieme di un repertorio così intimo e intenso, entrato a far parte della storia delle arti: i due appuntamenti in cartellone nella stagione 2015—2016 saranno il 24 ottobre 2015 e il 13 febbraio 2016.

Il teatro senza il teatro

La quarta tematica vuole in certo modo completare l’offerta artistica dei Musici di Santa Pelagia della stagione e proietta l’orchestra verso gli anni successivi riscoprendo le forme teatrali secondarie dell’intermezzo, della serenata e dell’oratorio. I Musici di Santa Pelagia vogliono infatti riscoprire le più importanti forme del Settecento rivalutando le più belle partiture conservate nel fondo musicale dell’Accademia Filarmonica di Torino, che custodisce veri e propri tesori del teatro settecentesco. Le grandi pagine delle opere serie dei compositori più importanti conservate nel fondo sono accostate a forme teatrali più semplici e di durata più contenuta che hanno al proprio interno tutte le caratteristiche tipiche del teatro buffo settecentesco; anche gli oratori, al pari delle serenate e degli intermezzi, contengono in nuce prodromi teatrali molto evidenti. Gli autori che saranno presi in esame sono tra i maggiori del secolo, da Leonardo Leo a Niccolò Jommelli, Nicola Porpora, Baldassarre Galuppi e Antonio Salieri: il 16 aprile 2016 andrà in scena Il Mosè, ovvero Israele dissetata di Baldassarre Galuppi.

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