Concerto di chiusura

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Concerto di chiusura

Suite strumentali di Georg Philipp Teleman (1681 — 1767)

Ouverture des Nations Anciens et modernes TWV 55:G4
Overture
Menuet I et II
Les Allemands Ancients
Les Allemands Modernes
Les Suédois Ancients
Les Suédois Modernes
Les Danois Ancients
Les Danois Modernes
Les Vielles Femmes

Ouverture per flauto concertato, due violini,
viola e continuo in la minore TWV 55:a2

Ouverture
Les Plaisirs I
Les Plaisirs II
Air à l’italien
Menuet I
Menuet II
Réjouissance
Passepied I
Passepied II
Polonaise

Ouverture.
Burlesque de Quixotte per due violini,
viola e continuo in sol maggiore TWV 55:G10

Ouverture
Le réveil de Quichotte
Son attaque des moulins à vent
Ses soupirs amoureux après la Princesse Dulcinée
Sanche Panse berné
La galoppe de Rosinante
Celui d’ane de Sanche
La couché de Quichotte

I Musici di Santa Pelagia
Manuel Staropoli — flauto
Enrico Casazza — spalla
Isabella Longo — violino
Paola Nervi — violino
Laura Bertolino — violino
Magdalena Vasilescu — viola
Nicola Brovelli — violoncello
Federico Bagnasco — contrabbasso
Maurizio Fornero — direzione

La riabilitazione dello stile galante

Contemporaneo e amico di Bach e Haendel, Georg Philipp Telemann è stato ingiustamente ritenuto un compositore mediocre e ripetitivo dagli storici dell’Ottocento: la produzione sterminata – si contano tra le 5000 e le 6000 composizioni – e lo stile compositivo molto semplificato sono le principali caratteristiche che permettono ai critici di giudicare l’intera produzione di Telemann come una costante ripetizione degli stessi concerti scritti per esecutori dilettanti.
La storia fortunatamente accantona dopo qualche decennio i giudizi dei detrattori di Telemann: le accuse alla semplicità della sua scrittura sono presto dimenticate quando, agli inizi del XX secolo, alcune cantate di Johann Sebastian Bach sono finalmente attribuite a Georg Philipp. La rivalutazione dello stile galante, scrittura tipica della seconda metà del Settecento caratterizzata dall’abbandono del contrappunto per una composizione più semplice e distesa, offre poi una nuova chiave di lettura sull’intera opera di Telemann che, grazie alla sua lunga vita – ben 86 anni – può cimentarsi nel nuovo stile e collocarsi accanto a Carl Philipp Emanuel e Johann Christian Bach.
Le tre Ouverture in programma sono esemplificative dei principali generi di musica strumentale di Telemann, che va dal concerto per strumento solista e orchestra alle suite a programma di danze scritte per la sola orchestra d’archi: sotto il nome di Ouverture Telemann colloca generi diversi di composizioni strumentali, che hanno in comune la derivazione dalla suite di gusto francese. L’Ouverture per flauto e orchestra è un’ordinata esposizione delle potenzialità e delle caratteristiche dello strumento, a proprio agio nel virtuosismo estremo e nella esposizione melodica. L’Ouverture des Nations e l’Ouverture burlesque de Quixotte hanno un fine descrittivo molto marcato: nel primo caso le caratteristiche delle popolazioni antiche e moderne sono tratteggiate da figure ritmiche e armoniche esemplificative, l’Ouverture burlesque de Quixotte invece musica alcuni passaggi del celebre racconto di Cervantes in modo quasi didascalico. Questo concerto è considerabile tra i primi esempi di musica a programma, che si ispira o descrive un determinato testo o racconto.